Partita IVA e sito web: cosa è obbligatorio

Aprire la partita IVA non ti obbliga ad avere un sito. Ma se il sito ce l'hai, anche solo una pagina di presentazione, la legge ti chiede di indicare il numero di partita IVA nella home page. Ecco cosa dice la norma, chi riguarda e cosa conviene scrivere nel footer.

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Un esempio di richiesta è già nel campo: adattalo alle tue esigenze e premi la freccia. Puoi iniziare gratis.

Il sito non è obbligatorio

Nessuna legge obbliga un libero professionista, una ditta individuale o una società ad avere un sito web. È una scelta: serve a farti trovare, a mostrare servizi e prezzi, a ricevere richieste.

Se hai un sito, la P.IVA va indicata

L'articolo 35 del DPR 633/1972 stabilisce che il numero di partita IVA va indicato «nella home page dell'eventuale sito web». L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 60/E del 16 maggio 2006, ha chiarito che l'obbligo vale per tutti i soggetti con partita IVA, anche se il sito serve solo a far conoscere l'attività e non vende niente online. In pratica la P.IVA si mette nel footer, la fascia in fondo al sito: così compare nella home page e in tutte le altre pagine.

Cosa rischi se non la indichi

Secondo le fonti di settore, per l'omessa indicazione della partita IVA si applica una sanzione amministrativa da 250 a 2.000 euro (art. 11 del D.Lgs. 471/1997). Per il tuo caso concreto chiedi al tuo commercialista.

Cosa scrivere nel footer

Come minimo:

nome dell'attività

o ragione sociale;

numero di partita IVA

;

indirizzo della sede

Per le società il codice civile (art. 2250) chiede anche altri dati: sede, ufficio e numero di iscrizione al Registro delle imprese e, per le società di capitali, il capitale sociale versato. Se vendi online servono anche le informazioni del D.Lgs. 70/2003 sul commercio elettronico. Ne parliamo in cosa mettere nel footer.

Con Lepka la P.IVA è già al suo posto

Quando crei un sito con Lepka per un'attività in Italia, Lepka mette la riga con la P.IVA nel footer di ogni pagina e prepara le pagine «Note legali» e «Privacy Policy». Tu inserisci i tuoi dati in chat («la mia P.IVA è …») e Lepka li mette dove servono. Prima di pubblicare controlla che siano giusti: il proprietario del sito è responsabile delle informazioni che contiene.

Domande frequenti

È obbligatorio avere un sito se ho la partita IVA?

No. Nessuna legge lo impone. L'obbligo riguarda solo chi un sito ce l'ha: in quel caso la P.IVA va indicata nella home page.

Dove va indicata la partita IVA sul sito?

La legge dice «nella home page». Di solito si mette nel footer, così compare in tutte le pagine.

Vale anche per un sito che non vende niente?

Sì. Secondo la risoluzione 60/E del 2006 dell'Agenzia delle Entrate, l'obbligo vale per tutti i soggetti con partita IVA, anche per i siti solo informativi o pubblicitari.

Posso avere un sito senza partita IVA?

Sì, se il sito è personale e non è legato a un'attività economica, per esempio un blog o un portfolio senza attività professionale. Se invece svolgi un'attività in modo abituale, chiedi al tuo commercialista se devi aprire la partita IVA.

Cosa rischio se non la metto?

Secondo le fonti di settore, una sanzione da 250 a 2.000 euro. Aggiungerla richiede un minuto: con Lepka basta scriverla in chat.

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